Oggi giornata di festa. Il 12 giugno del ’45 Trieste fu salvata dalla pulizia etnica di Tito. 

Oggi se permettete festeggiamo. Lo facciamo perché il 12 giugno di esattamente 67 anni fa Trieste fu liberata sul serio. La storia parla chiaro: in quella giornata se ne andarono fuori dalle balle gli occupanti: le allegre truppe del maresciallo Tito, che per più di un mese fecero vivere alla città un periodo di terrore e di oscurantismo. Si perché “ i liberatori” del 9° Corpus avevano messo non proprio simpaticamente in pratica la caccia agli italiani, come avvenne ad esempio nel caso di Dario Pitacco. Che non era un gerarca, ma un giovane di 19 anni, che aderì ai Volontari della libertà nell’insurrezione contro i tedeschi del 30 aprile 1945. Il primo maggio, assieme ad altri italiani, si arrampicò sulla torre del municipio per issare il tricolore. I titini lo arrestarono e sparì nel nulla. Forse in una foiba. Come lui altri, tanti, che nel disegno di pulizia etnica rientravano nel programma di eliminare gli italiani dalla circolazione, partendo dai poliziotti, dai finanzieri e dagli appartenenti alla classe dirigente che non fosse di appartenenza politica comunista. E allora oggi festeggiamo, perché se non ci fosse stato il 12 giugno i nostri padri, e noi con loro, avremmo vissuto sotto la scure di un regime illiberale che rendeva l’esistenza grigia e piena di paure e di sospetti, senza contare che saremmo magari finiti nella macelleria della guerra balcanica, ma soprattutto non avremmo potuto essere quello che siamo, pur nelle difficoltà della situazione attuale: triestini, liberi e italiani.

articolo di Marco VISITA – redazione Bollettino Ts

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