Rigassificatore. La Slovenia ci impartisce gli ordini. Intanto sul “no” all’impianto si fanno gli spettacolini con la comicità involontaria di chi ha cambiato idea in base la vento che tira.

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La premessa è sempre quella: partiamo dal presupposto che stiamo parlando di un progetto che offra ogni garanzia di sicurezza e un accettabile impatto ambientale (visto che anche una fabbrica di scarpe lo ha) e che ci sia qualcuno che autorevolmente lo certifichi. Così come lo scarico a mare del cloro e l’abbassamento della temperatura dell’acqua siano problemi generati più da una informazione distorta che dalla verità dei fatti. Al netto di tutto ciò ci chiediamo perchè la Slovenia abbia titolo di intervenire in maniera così pesante sullo sviluppo economico della nostra città. Già l’ambiente direte voi. E certo, perchè quando costruirono una centrale nucleare a cento chilometri dai nostri culi ci chiesero forse il parere? Oppure quando succede qualche incidentino c’è all’interno dell’impianto di Krsko un rappresentante del nostro paese a garanzia della nostra salute? E infine, noi per questo pericolo che corriamo da trent’anni abbiamo ricavato qualche tipo di beneficio o di compensazione? Le risposte ovviamente sono tutte negative, perché i nostri vicini i cazzi loro se li sanno fare alla grande, salvo quando a parti invertite entra in gioco la concorrenza territoriale, in questo caso di tipo energetico, perché Trieste con un rigassificatore rappresenterebbe anche un disturbo alla loro economia. Ma comunque gli sloveni possono dormire sonni tranquilli, perché in una città come Trieste è difficile affrontare una discussione sullo sviluppo senza scontrarsi con la retorica del “ma anche”. Tutto dicono che non c’é lavoro, ma poi alle poche occasioni di nuovi insediamenti si preferisce dire di no: vedi i centri monomarca e così con l’idea del rigassificatore. No e basta. E lo show andato andato in scena in piazza Verdi, condito dalla presenza di qualche bravo artista comico (Merkù una spanna sugli altri) ma anche dalle solite facce ingrigite dei nosepolisti di professione, è stata la rappresentazione plastica di una certa ipocrisia che trova linfa nelle acrobazie della politica. Lo spettacolo infatti era sostenuto dal Comune, guidato da un Sindaco che in tutto il suo mandato di assessore regionale con Illy si era sempre dichiarato a favore del rigassificatore di Zaule, salvo poi da Primo cittadino cambiare radicalmente idea. Idem dicasi per l’assessore allo sviluppo economico del Comune Fabio Omero, in buona compagnia con un bel plotone di altri politici locali, alcuni di questi presenti ad applaudire in prima fila allo spettacolo di piazza Verdi nella miglior vocazione trasformistica, ridotti anch’essi a comica involontaria di uno show peraltro ben organizzato, ma che ha perso l’occasione di alzarsi dall’inginocchiatoio e di ironizzare e di prendere di mira anche chi, dopo aver cambiato opinione in base al vento che tira, un domani magari sarebbe anche disposto a fare un’altra capriola.

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