La lega vuole Udine capitale della Regione: riaperta la fiera estiva delle Cazzate.

Si sa, a sparar cazzate alle volte sono dei maestri. In talune occasioni qualcuno di loro ci ha lasciato, politicamente parlando, le penne: vedi il noto Dordolo, espulso e rinnegato dopo aver messo insieme un paio di deliri su una povera donna immigrata uccisa dal marito. Questa volta i leghisti friulani, nel terremoto istituzionale che sta coinvolgendo le province e gli assetti territoriali, l’hanno buttata là nell’intenzione di recuperare quel consenso disperso dopo le marachelle del Trota laureato in Albania e gli investimenti padanamente dirottati in Tanzania.
Udine capitale della Regione è infatti il terminale di una filosofia molto pragmatica che si può cosi riassumere: quello che c’è oltre al Friuli conta zero, compresi i leghisti triestini, il cui peso specifico nella vicenda è stato pari a quello di una bolla di sapone in una giornata di bora. Per il Bollettino accanirsi contro la proposta e gli stessi mandanti sarebbe fin troppo facile, tale è la robusta consistenza delle argomentazioni messe già in capo dai consiglieri regionali triestini (allegato comunicato Tononi pubblicato sulla pagina FB del consigliere, clicca qui). Resta l’analisi del profilo antropologico di chi, in un’epoca in cui si ragiona in termini territoriali di continenti, in cui ci sono realtà concorrenti come la Cina che dispone di aree metropolitane di milioni di abitanti, sogna ancora gli steccati linguistici delle piccole Patrie, le rivalse da cortile, che viste da fuori sembrano liti da condominio fra astiose comari. Quindi agli amici friulani di fede padana l’unico riconoscimento possibile che possiamo concedere è quello – per noi doloroso – della supremazia calcistica. Grazie infatti ai nostri valenti amministratori e al tessuto imprenditoriale della città, Trieste in questo, rispetto ad Udine, è penosamente ridotta ad una lontana e dispersa periferia della Regione. Ma per il resto, cari lanfur, non ste’ rabiarve ma no xe storia…
MANDI !

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