#Triestina: meglio l’accanimento terapeutico del gruppo voluto dal Comune o la parvenza di dignità della proposta Irneri?

La Quinta serie, ma siamo impazziti? Se, chi doveva seguire in maniera adeguata la situazione della Triestina, sapesse di cosa stiamo parlando, forse non si sarebbe neanche sognato di proporre una simile umiliazione ad una società che nella sua storia ne ha sì passate di tutti i colori, ma oltre al purgatorio della serie D non è mai sprofondata. Eppure, fosse stato per l’opera messa in campo dal Comune, saremmo nelle mani di un gruppo senza ambizioni, con pochi mezzi e una visione iperminimalista, senza parlare della tonnare di teste da mettere d’accordo. Il tutto per una categoria talmente infima da far sembrare il risultato finale più che un salvataggio un penoso accanimento terapeutico. Certo, dall’altra parte non c’è l’Emiro del Qatar, ma almeno nella dinamiche italiche delle deroghe e del pago quando vedo cammello c’è un minimo di prospettiva: una categoria i cui risultati sono riportati sulla Gazzetta del lunedì, un’ipotesi di allestimento della squadra che si basa su un’alleanza con una squadra di serie A (altrimenti il 6 agosto dove si trovano i giocatori?) e un uomo solo al comando, il quale – novità delle novità – essendo triestino forse sentirà sulle sue spalle una responsabilità maggiore rispetto a molti di quelli che lo hanno preceduto. Quindi se c’è da fare il tifo rispetto alle due proposte i tifosi (a proposito, segnaliamo la presenza del Bollettino fra i donatori pro Unione nella colletta indetta dal Piccolo) non hanno certo dubbi: in Eccellenza (quinta serie) ci vada l’assessore e il suo gruppo, chi ama la Triestina vuole almeno la D.

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