Fumo libero con sigaretta elettronica: in qualche comune c’è già un regolamento. E a Trieste ?

sigaretta-elettronica

È una moda che sta prendendo piede, ma anche una tendenza salutistica, o almeno così pare. Il fumo elettronico infatti si sta diffondendo anche a Trieste: qualche negozio specializzato in centro e soprattutto i primi imbarazzi nei ristoranti ed in genere nei locali pubblici. Il perché è presto detto: in non fumatori storcono il naso di fronte a questo nuovo modo di interpretare il vizio del tabagismo. Eppure, sulla carta, non ci dovrebbero essere timori per la salute. Non si tratta infatti di una combustione, ma di un processo di vaporizzazione integrato da un aroma a scelta ( ci sono pure i gusti delle principali marche di sigarette o sigari ! ) e, per chi ne sente il bisogno, anche dalla nicotina.
Quest’ ultima può essere variata nel dosaggio, per giungere con il tempo ad eliminarla totalmente. Ma è proprio la presenza della nicotina a far sorgere qualche sospetto sulla sigaretta elettronica. Detto per inciso in qualche Comune alcuni sindaci hanno già emanato il divieto di fumo elettronico nei locali pubblici di competenza, liberando il campo da malintesi e possibili contestazioni. E nel capoluogo della Regione Fvg, ovvero Trieste ? Non è forse il caso di prendere consapevolezza di un fenomeno che, non essendo ancora regolato dallo Stato, lascia ai singoli la gestione di situazioni dove la presenza di malati o di bambini andrebbe salvaguardata? 

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