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LA CULTURA A TRIESTE DIVENTA UN RING: BOXE TAILANDESE FRA IL SINDACO E LO SCRITTORE COVACICH.

covacich cosolini

Lo ammettiamo, senza problemi: è un attimo di vita per assistere al quale il biglietto non avrebbe avuto prezzo. Altro che Master Card. Immaginatevi la scena: da una parte il signor Sindaco, che si alza dal tavolo incazzato e quindi in ritirata per cercare di sbollire la propria rabbia. Dall’altra un intellettuale di una certa fama come Mauro Covacich, scrittore ed editorialista del Corriere della Sera, anch’egli incazzato come un puma, che rincorre Cosolini inveendo contro quest’ultimo al punto che – come rileva il Sindaco al Piccolo – “in situazioni normali i commessi chiamerebbero la Polizia locale”. 

Insulti e urla, questo il Continua a leggere

Costi della politica: in Friuli i piccoli comuni si accorpano, a Trieste manteniamo Monrupino con 800 anime.

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E finita sul Corriere della Sera l’unione dei comuni friulani di Rivignano e Teor. Risultato: un solo sindaco e costi amministrativi abbattuti (200mila Euro), per non parlare dei 70mila di compensi ai politici e 30mila per i revisori dei bilanci. Un nell’esempio corroborato dal fatto che questa scelta è passata attraverso un referendum consultivo, che ha dato il pieno consenso della popolazione coinvolta a questo storico passaggio. Per la cronaca i due piccoli comuni adesso andranno a formare un unica realtà di oltre seimila abitanti. Ma mentre in Friuli dalle parole si passa ai fatti, qui da noi tutto tace, pur in presenza di situazioni che gridano vendetta al cielo. Pensate a Monrupino, 800 abitanti, che dispone di un apparato Continua a leggere

la Serracchiani dice di amare la nostra regione ma sceglie un’ agenzia di Torino per la campagna elettorale. Non si fida delle professionalità del FriuliVeneziaGiulia ?

La Serrakkiani non sfonda nei sondaggi e il nervosismo sale. Di brutto. La campagna fin qua adottata, quella di eruttare trenta comunicati al giorno contro Tondo, non sta dando i frutti sperati e allora, nell’ansia di non ben figurare, la minuta ma aggressiva avvocatessa romana decide di affidare alla Continua a leggere

Il caso dei “contributi ai parenti” in RegioneFVG: Codega (PD), che sollevò “il problema”, tiene famiglia: il figlio è vicepresidente dell’Acli. Comica finale riservata alla Serrakkiani.

Gian Antonio Stella (giornalista del Corriere della Sera ed autore del libro La Casta), nello scatto adrenalico di aver scovato una presunta parentopoli in Friuli Venezia Giulia, distrattamente ha evitato nel suo scoop (ha ripreso un articolo del Piccolo del giorno prima) di approfondire un minimo su quello che è stato l’iter di approvazione del noto provvedimento ridenominato “contributi ai parenti”. L’avesse fatto avrebbe scoperto che i “cattivi” non stavano solo da una parte, ma che anzi l’ispiratore della modifica alla legge proveniva proprio dall’opposizione di centrosinistra. E’ stato infatti il consigliere regionale triestino del Pd Franco Codega a sollevare “il problema” in Commissione. Di questo però le cronache non ne hanno parlato. Così come nessuno ha notato il fatto che, proprio a proposito di associazioni e parenti, vi è una curiosa omonimia di cognomi che coinvolge il suddetto consigliere Franco Codega, visto che Codega (Luca di nome) si chiama anche il vicepresidente dell’Acli provinciale. D’altronde non potrebbe essere diversamente, dal momento che i due sono rispettivamente padre e figlio. Quindi ricapitoliamo: i giornali gridano allo scandalo per una modifica alla legge regionale che consentirebbe alle associazioni culturali e no profit di percepire contributi dalla Regione anche se all’interno dei loro organi di amministrazione ci sono dei parenti dei consiglieri. Bene, ma perché allora nessuno ha parlato delle genesi di questo provvedimento, di chi l’ha auspicato e delle interessanti coincidenze che emergono?
Infine la nota comica ce la regala, come spesso ultimamente accade, la Serrakkiani, nell’ambito della sua bulimia comunicativa: per far capire di che pasta è fatta, infatti, ignorando o omettendo le responsabilità palesi del Pd, è riuscita a commentare così i fatti in questione: “questo provvedimento è tipico di una Regione che mette le mani dappertutto, all’avanguardia nelle leggine notturne”. Sì, grazie soprattutto al partito che lei rappresenta. Forse a sua insaputa.